Paper by Moscow State University Team

In data 01/10/2015 è stato pubblicato un nuovo Report (al momento disponibile solo in russo) che descrive un esperimento nel corso del quale gli autori dichiarano di aver ottenuto una considerevole produzione di eccesso di energia:

Experiment for recording of excess energy release in a thermal cell charged with mixtures of powders of nickel and lithium aluminum hydride.

Autori: I.N. Stepanov, Yu. I Malakhov and Shi Nguen Kwok

Abstract – This paper describes the experimental setup, and methodology for assessing the energy in a small volume heat cell, that was loaded with a mixture of nickel powder and lithium aluminum hydride. This paper confirms the results obtained previously by Andrea Rossi and AG Parkhomov – that under certain conditions the cell makes excess energy; I.E. in the amount of heat released exceeding the input.

 

Edit: 05/10/2015

Da oggi è disponibile una versione in Inglese del paper, grazie ad una traduzione di Bob Higgins.

3 risposte a Paper by Moscow State University Team

  1. Franco Morici ha detto:

    Documento interessante.
    Traduzione preliminare del paper in russo per quanto riguarda la parte relativa al calcolo del calore prodotto:

    “La temperatura dell’acqua in uscita calorimetro … aumentata di T = 34 °C. Con una temperatura media all’interno della cella di calore 1100 rilasciato generatore di energia termica erano 2100 W a portata d’acqua Q = 1 l / min e un ingresso costante potenza al riscaldatore 850 watt. COP Coefficiente dove vicino a 2.47. Risposta in potenza erogata è 1250 W…”

    “La temperatura … calorimetro acqua in ingresso era di 16 °C, e il più grande valore di presa sotto positivo 50 °C

    Si dedurrebbe che i 34°C di incremento potrebbero derivare da una temperatura dell’acqua in ingresso Tcold pari a 16°C ed una temperatura dell’acqua in uscita Thot pari a 50°C (probabilmente come caso di valore massimo rilevato).

    Se quelli fossero i dati relativi alle misure calorimetriche ed i valori fossero stati costanti lungo tutto il periodo di misura, il calcolo complessivo porterebbe ai seguenti risultati:

    P = Q * cp * (Thot – Tcold) = 1Kg/60s * 4180 J/(kg*K) * (50°C – 16°C) = 2368,6W
    Pgen = 2368,6W – 850W = 1518,6W
    Coefficiente = 2368W/850W = 2,78

    Gli autori nel paper invece riportano i seguenti risultati:

    P = 2100W e
    Pgen = 1250W
    Coefficiente 2100W/850W = 2,47

    pertanto, posta la Tcold a 16°C, questi risultati farebbero pensare che la temperatura Thot dell’acqua in uscita fosse mediamente di circa 46.2°C ma di questo valore non vi è traccia nel paper.

    Mi pare che il paper non mostri i dati di consumo, di temperatura e di flusso dell’acqua misurati e registrati durante tutto il periodo di test, nè sotto forma di tabella, nè riportati sotto forma di un grafico, né con documentazione fotografica; il paper riporta solo dei dati un po’ troppo sommari e scarsamente documentati all’interno del testo.

    Sarebbe interessante se in forma collaborativa, a differenza di Parkhomov, questi sperimentatori della Moscow State University fossero disponibili ad agevolare una misura energetica indipendente di questo dispositivo, rendendo disponibile un esemplare funzionante in quanto le sue dimensioni, le potenze ed il metodo calorimetrico adottato appaiono compatibili con il set-up calorimetrico GSVIT mostrato un anno fa nel Post dedicato raggiunibile da questo link.

  2. Antonio ha detto:

    Altra cosa che trovo singolare è la differenza di temperatura tra le due sonde poste in diversa posizione radiale rispetto al reattore (fig. 7b); dopo 3,5×10^3 (momento del presunto innesco della reazione) le due temperature assumono valori diversi ma la differenza tra le due è “troppo costante” per essere frutto di una reazione sconosciuta difficilmente controllabile, per di più senza nessun sistema di regolazione ad anello chiuso.

    Sarebbe molto utile avere i dati della fase di spegnimento del reattore in quanto ritengo possano contenere molte risposte sui dubbi che abbiamo nella fase mostrata.

    • Franco Morici ha detto:

      In effetti risulta piuttosto singolare l’andamento delle due temperature T1 e T2, ad esempio per due condizioni tutto sommato confrontabili. Ricordiamo che T1 e T2 rappresentano rispettivamente:

      “Temperature Vs. Time inside the thermal cell, T1, and T2 on its surface.”

      Se si osserva il primo transitorio evidenziato in figura (figura tratta dal Graph b) del paper, Fig.7 a pagina 4, quello nel quale gli autori intenderebbero documentare il presunto momento in cui ha inizio il fenomeno di produzione di energia), si nota come la T1 manifesta un brusco aumento di temperatura (di quasi 100°C a partire da poco più di 1000°C) al quale non corrisponde una analoga variazione della T2 (anzi l’andamento della T2 indicherebbe una certa riduzione della temperatura nel periodo immediatamente susseguente all’aumento della T1). Al contrario, a parità di inerzie termiche del sistema, quando si osserva la seconda zona evidenziata ad un aumento repentino della T1 (una crescita paragonabile a circa metà della precedente in termini di ampiezza del transitorio) l’andamento della temperatura misurata dalla T2 cresce anch’esso rapidamente della stessa quantità e segue quasi in tempo reale tutte le variazioni e l’andamento della T1 (praticamente dalla prima zona evidenziata in poi i grafici di T1 e T2 diventano quasi una copia offsettata di 100°C l’uno dell’altro).
      Questo comportamento è un po’ troppo strano…

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